VENOM: LET THERE BE CARNAGE

Versione in lingua originale con sottotitoli in italiano

In sala solo il 21 OTTOBRE 2021

Le avventure di Eddie Brock/Venom, l’acerrimo nemico di Spider-Man, continuano in un sequel scritto da Kelly Marcel.

Eddie Brock è il solo giornalista con cui parla il serial killer Cletus Kasidy. Eddie, grazie all’aiuto del suo simbionte alieno Venom, riesce a scoprire dove sono sepolti i cadaveri delle vittime del mostro. Cletus ha avuto un’infanzia difficile, da subito segnata da vari omicidi e da una condanna in un istituto per minori, dove ha trovato un’anima gemella, una donna dalla voce sovrannaturale. Quando Eddie Brock lo va a intervistare per l’ultima volta prima della condanna a morte, Cletus riesce a provocarlo e a farlo avvicinare, tanto da morderlo, dando così vita a un nuovo spaventoso simbionte: Carnage.

Con lo stesso tono e gli stessi limiti del capitolo precedente, il nuovo Venom è cinema di supereroi che non riesce a essere né dissacrante né epico.

Tom Hardy rimette di panni di Eddie Brock e si fa affiancare da un altro attore di livello, il suo amico e connazionale Stephen Graham. Una somma di talento, la loro, decisamente degna di miglior causa, così come Woody Harrelson, che ripropone la versione più schizzata di se stesso con in più in testa una parrucca rossastra, appare impiegato molto al di sotto dei propri mezzi. E lo stesso vale naturalmente per Michelle Williams, il cui ruolo è però ridotto e un po’ meno ridicolo di quello dei colleghi maschi.

Ritroviamo poi la Moneypenny degli ultimi Bond, Naomie Harris, nei panni della compagna di Carnage, un ruolo decisamente monocorde. Il fil rouge di queste interpretazioni è che cercano di essere un po’ sopra le righe, senza mai però sfondare nel grottesco. Venom – La furia di Carnage, come il capitolo precedente, non spinge infatti fino in fondo la violenza e non riesce quindi a eguagliare la carica liberatoria e vagamente eversiva di DeadpoolThe Suicide Squad o della televisiva The Boys.

Allo stesso tempo gli mancano le qualità produttive, in termini di effetti speciali e location, dei Marvel movies, così latita il ritmo della sceneggiatura. L’azione infatti tarda ad arrivare e per un’ora buona si assiste solo a siparietti poco divertenti tra Brock e il suo simbionte, che vorrebbe mangiare i criminali ma pure essere un eroe. Eddie invece sogna una vita di nuovo agiata e serena, con l’amata Anne, che però è sempre più stabilmente la compagna del Dr. Dan.

Il vero viaggio dell’eroe qui non è tanto nella lotta contro il suo doppio Carnage, bensì nel superamento della gelosia e nel raggiungimento di una relazione più matura con la ex compagna. Carnage è un personaggio invece esilissimo, che non ha alcuno sviluppo se non per il prevedibile crescendo di brutalità – e comunque non riesce a eguagliare le atmosfere horror e disturbanti delle migliori storie a fumetti su di lui, in particolare quelle di Warren Ellis.

La computer grafica del resto dà a questi simbionti una matericità di silicone dai colori sparati, così le ferite che i due subiscono non trasmettono in alcun modo una reale sensazione di violenza, bensì appaiono simili a uno spettacolo di plastilina laccata. Il regista Andy Serkis trova alcuni momenti plastici e fa il possibile per valorizzare la chiesa e le sue vetrate dove si consuma lo scontro finale, ma per tutto il resto della durata trova una sola idea di messa in scena.

Il passaggio più riuscito è nel ricorso all’animazione tradizionale, dove figure disegnate come in uno schizzo si animano per rappresentare la violenta infanzia di Cletus. Purtroppo tutto il resto è un susseguirsi di situazioni da slapstick la cui energia viene neutralizzante da pedanti e continue battute, che hanno un umorismo da scuola elementare. Venom – La furia di Carnage cerca di essere sia un film per famiglie, sia un film più tenebroso ma non riesce in nessuna delle due cose.

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