THE EYES OF TAMMY FAYE (O.V.)

Versione in lingua inglese con sottotitoli in italiano

In sala solo il 03 FEBBRAIO 2022

La storia vera dei coniugi Bakker: ascesa e caduta di un impero.

1952. Tammy Faye, ancora bambina, ha una folgorazione in chiesa mentre sta guardando il crocifisso. Nel 1960, al North Central Bible College a Minneapolis conosce Jim Bakker, che diventerà suo marito e con il quale avrà due figli. Nel corso degli anni ’70 e ’80 la coppia crea il più famoso canale televisivo religioso degli Stati Uniti che diventa il punto di riferimento per molti fedeli con il loro programma The PTL Club, conosciuto anche come The Jim an Tammy Show, in cui entrambi trasmettono il loro amore per la fede, intrattengono il pubblico con dei numeri musicali e parlano di sesso, omosessualità e Aids. Soprattutto Tammy riesce ad avere un legame immediato con i suoi telespettatori perché parla a persone di ogni ceto sociale. Il loro successo e la loro ricchezza, culminati con il parco a tema cristiano Heritage USA, si sgretolano poco a poco a causa di irregolarità finanziarie, scandali personali e l’intervento del potentissimo e ultraconservatore reverendo Jerry Falwell che li manda in rovina.

Poteva essere un biopic devastante nelle mani di Steven Soderbergh o adatto alle deformazioni del cinema di Tim Burton. Gli occhi di Tammy, caratterizzati dal trucco pesante e soprattutto dalle sue sopracciglia, potevano avere l’impatto dei dipinti di Margaret Keane in Big Eyes.

Nei suoi frequenti dettagli sprigionano gioia, nascondono dolore, recitano un ruolo in tv mentre la vita coniugale è completamente diversa con un matrimonio in crisi da tempo. Michael Showalter racconta ancora le difficoltà di comunicazione ma anche l’attrazione della vita di coppia dopo la sua riuscita commedia sentimentale The Big Sick. Con The Eyes of Tammy Faye sceglie la strada più classica, mostrando la costruzione e la dissoluzione dell’impero economico messo in piedi dalla coppia, la loro rassicurante visione pubblica che si mescola alle ombre della loro vita privata.

Soprattutto sotto quest’ultimo aspetto il film poteva andare più a fondo e approfondire i profondi segni di disagio e la distanza fisica della coppia oltre al rapporto conflittuale della protagonista con la madre. Il film invece rende appariscenti tutte le tensioni: i discorsi ascoltati alla porta, la ricerca ossessiva del successo di Jim già evidente nella scena in cui lui domina il piccolo schermo da solo mentre Tammy è in stanza in attesa della prima figlia. The Eyes of Tammy Faye non si è probabilmente voluto allontanare dall’omonimo bel documentario realizzato nel 2000 da Fenton Bailey e Randy Barbato dopo che la storia di quelli che sono stati tra i più famosi telepredicatori d’America era stata al centro di un TV-movie del 1990, Fall from Grace, dove Tammy Faye e Jim Bakker erano stati rispettivamente interpretati da Bernadette Peters e Kevin Spacey.

Il film si appoggia soprattutto sulla prova di Jessica Chastain, che somiglia incredibilmente alla protagonista e che ha il grande merito di sprigionare i suoi momentanei stati d’animo sotto al trucco mentre Andrew Garfield, al suo fianco, resta in ombra e rischia di cadere nella caricatura. Il limite più evidente è però quello dell’uso della parola come elemento di convincimento e seduzione che poteva essere il ritratto di un’America intollerante e puritana come avevano fatto con veemenza Richard Brooks con Il figlio di Giuda e Paul Thomas Anderson con The Master in cui la fede è mostrata come un’ossessione. La costruzione dei meccanismi del consenso resta invece corretta e piatta. Una scolastica uniformità impedisce al film di andare oltre a quello che c’è dietro alla storia e di decollare

Video & Foto

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Programmazione

  • 21.00