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LA CONSEGUENZA

Giovedì 21 marzo, ore 21.00

Versione in lingua originale con sottotitoli in italiano
Ingresso a tariffa intera € 5,00
 

 
Amburgo, 1945. Rachael e Lewis Morgan si sono appena trasferiti in Germania dopo la sconfitta tedesca. Lewis è un alto comandante dell’esercito inglese, dunque gli viene assegnata una dimora di grande prestigio: la villa di Stefan Lubert, un celebre architetto tedesco ora ridotto a lavorare come operaio alla pressa. Lubert subisce l’esproprio con dignità, ma sua figlia quattordicenne Freda non riesce a nascondere la sua offesa. Lewis decide di comportarsi con clemenza verso il suo ospite tedesco e gli propone di coesistere sotto lo stesso tetto: i Morgan nelle stanze di rappresentanza, i Lubert in soffitta. Rachael non riesce a capire la generosità del marito, anche perché i tedeschi sono stati responsabili di un grave lutto nella loro famiglia. Ma la convivenza con il “nemico” le riserverà grandi sorprese.

La conseguenza è un melò in piena regola, basato sul best seller “The Aftermath” dello scrittore gallese Rhidian Brook.

Ogni svolta è prevedibile, ma anche perfettamente rispettosa della costruzione drammaturgica del melodramma. James Kent dirige con mano sicura senza inventarsi grandi espedienti di regia, ma restando ancorato ai suoi personaggi e alla struttura classica di un film che non deluderà gli spettatori in cerca di avventure iper romantiche.

In aggiunta La conseguenza tratta un aspetto interessante, e meno cinematograficamente esplorato, ovvero l’ingiustizia del detto “guai ai vinti”: i tedeschi infatti non sono qui rappresentati come uniformemente devoti al nazismo, e si fa il necessario distinguo fra gente comune e combattenti imbevuti di propaganda hitleriana.

La conseguenza alterna i lussuosi interni di villa Lubert alle macerie di una Amburgo rasa al suolo dai bombardamenti alleati, i cui abitanti scavano in cerca dei corpi dei loro cari e sopravvivono con 900 calorie al giorno. Lewis Morgan si muove fra questi universi paralleli con eguale pietas, sopraffatto da un dolore sordo cui non sa dare voce, mentre sua moglie Rachael cerca il modo di superare il lutto che ha subito. Perché l’altro tema fondamentale della storia è la necessità di ricominciare a vivere, anche dopo una guerra o un dolore insormontabile.

L’affresco storico che mescola una grande storia d’amore con il ritratto di un conflitto dal quale nessuno esce vincitore riporta alla mente Il dottor Zivago, con cui La conseguenza ha in comune anche certi semplicismi disegnati per rendere la storia accessibile al grande pubblico. In particolare la figura di Freda è molto poco sviluppata: non sembra un essere umano a tutto tondo, ma un espediente funzionale ad alcune svolte della trama, che appare e scompare convenientemente solo per permettere alla storia di procedere senza intoppi.

Ma in generale il film è solido e raggiunge appieno i suoi scopi narrativi, grazie soprattutto a tre interpretazioni efficaci da parte di Keira Knightley, Alexander Skarsgard e soprattutto Jason Clarke, troppo spesso relegato al ruolo di caratterista e invece evidentemente pronto a rivelarsi prim’attore.

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