SEMPRE PIÙ BELLO

In sala solo il 31 GENNAIO e 01-02 FEBBRAIO 2022

Marta sembra proseguire la sua vita al meglio. Ma il ripresentarsi della malattia cambierà di nuovo tutto.

L’ultima volta che l’abbiamo vista Marta, protagonista della minisaga iniziata con Sul più bello, stava per entrare in sala operatoria per un trapianto di polmoni che avrebbe potuto porre fine alla mucoviscidosi, la malattia contro la quale combatte da tutta la vita. I suoi amici Jacopo e Federica erano come al solito al suo fianco, ma il fidanzato Gabriele, con cui aveva litigato, tardava a farsi vedere, complice il fato che Jacopo non gli aveva comunicato il trasferimento di Marta in un altro ospedale. Sempre più bello, elemento conclusivo della trilogia, inizia con l’arrivo di Gabriele e l’uscita di Marta dalla sala operatoria, e Marta sembra pronta per affrontare il grande passo del trasferimento dalla casa condivisa con Federica e Jacopo ad un appartamento dove coronare il suo sogno di coppia. Ma il suo passato nasconde un rimosso importante: la nonna materna, che l’ha cresciuta, e dalla quale poi si è bruscamente allontanata.

Sempre più bello prosegue sulla falsariga dei due “capitoli” precedenti dell’insolita storia di una ragazza solare che, nonostante la malattia con il suo aspetto buffo da eterna bambina, lotta contro le avversità con il sorriso sulle labbra e attira l’affetto di persone importanti.

Purtroppo questo terzo “capitolo”, come già in il precedente Ancora più bello, compie l’errore di spostare l’accento sui personaggi collaterali della saga e allontanarlo da Marta, che invece è sempre stata il fulcro del successo della storia, sia perché è un personaggio originale e commovente (ideato da Eleonora Gaggero nel suo romanzo “Sul più bello” e sceneggiato da Roberto Proia e Michela Straniero) sia perché l’attrice che la interpreta, Ludovica Francesconi, è una delle migliori giovani scoperte del cinema italiano contemporaneo. Anche i suoi comprimari Gaja Masciale e Jozef Gjura nei panni di Federica e Jacopo sono simpatici e capaci, ma la storia dovrebbe continuare a riguardare soprattutto Marta-Ludovica, e brillare della sua luminosità e carisma.

Invece la linea narrativa che la riguarda è marginale e ripetitiva, e Giancarlo Commare nei panni di Gabriele questa volta convince meno, forse perché gli viene affidato un ruolo monocorde e di scarso spessore. Tutte le storie di contorno – quella fra Jacopo e il medico di Marta, quella fra l’influencer Rebecca (Jenny De Nucci) e lo sfigato Giacomo (Riccardo Niceforo) – non riescono a reggere il centro, e la più inutile, perché se ne capisce poco il senso, è quella che vede Jacopo e Federica gestire un infante in assenza di sua madre.

Irrisoria anche la sottotrama in cui Gabriele cerca di ricucire il rapporto fra Marta e sua nonna, interpretata (senza alcuna spiegazione) da Drusilla Foer, alias Gianluca Gori. Promemoria per gli autori: è la centralità di Marta l’arma vincente di questa serie, così come lo stile visivo impostato con grande intelligenza da Alice Filippi nel primo episodio e riprodotto (con saggezza anche se con minore destrezza) da Claudio Norza per i due episodi successivi

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