Da lunedì 9 a mercoledì 12 novembre

 
La vicenda umana e politica di Nilde Iotti viene ricostruita grazie alle testimonianze di chi l’ha conosciuta e ha collaborato con lei e all’intervento di Paola Cortellesi che ne ripropone il pensiero. Si forma così progressivamente il ritratto di una donna che ha lasciato un segno nella politica italiana del secolo scorso in favore di tutte le donne.

Le ricorrenze (quest’anno è il centenario dalla nascita della Iotti) fortunatamente non servono sempre e solo per favorire omaggi d’occasione spesso non esenti da retorica.

Dopo la docufiction Storia di Nilde , arriva questo documentario di Peter Marcias che, con rigore ma anche con partecipazione, mostra a chi non l’ha conosciuta ma anche a chi crede di averlo potuto fare (seppure come semplice cittadino o militante del PCI) l’immagine di una donna determinata e forte anche, in più di un’occasione, contro le posizioni dei propri stessi compagni di partito che non vedevano di buon occhio l’ascesa di una donna ai vertici delle istituzioni.

Si diceva della vicenda umana perché Marcias dà voce a donne che ricordano quanto scandalo creò la sua storia d’amore con Palmiro Togliatti (all’epoca sposato) non solo tra i tradizionalisti di parte avversa ma anche all’interno dello stesso PCI. Sul piano politico il ritratto che ne esce è quello di una donna consapevole del proprio ruolo e delle proprie doti che le mette però al servizio dell’emancipazione di tutte le donne. Per le giovani generazioni può sembrare impossibile che tutta una serie di diritti non riguardassero l’universo femminile italiano fino a pochi decenni fa.

Ovviamente ce ne sono altri da conquistare e, come ricordava la Iotti, anche da conservare come la democrazia che spesso rischia di cadere più per propria debolezza che per forza altrui e questo ci viene ricordato legando il passato al presente.

Eletta per tre volte (unico caso) alla Presidenza della Camera la Iotti rappresenta anche il modello di un modo di fare politica che sembra essere scomparso. Aveva saputo acquisire il rispetto anche dei partiti più contrari al suo se, come viene rivelato, Francesco Cossiga (che non può essere certo ritenuto un ‘comunista’) le offrì da Presidente della Repubblica il seggio di senatrice a vita che lei non accettò in quanto si sentiva non consona all’aula del Senato. In questi nostri tempi di aggressività verbale e di disprezzo diffuso dell’avversario politico sembra una fake news quando invece purtroppo ‘fake’ è l’intendere la contrapposizione politica come uno scontro con ‘nemici’ e non con avversari.

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