MOONAGE DAYDREAM

In sala solo il 26-27-28 SETTEMBRE 2022

Un’odissea cinematografica attraverso l’arte di David Bowie.

Vita, canzoni, esibizioni, travestimenti, interviste, video, film, visioni di una delle più grandi rockstar di sempre, David Bowie, artista prolifico dai mille volti, figura chiave della cultura glam nei primi anni ’70, sperimentatore con Brian Eno alla fine del decennio, icona del pop e del cinema negli anni ’80, sempre al centro della scena, sempre magnetico, sempre unico. Montando quattro decadi di materiale d’archivio, il film crea un flusso visivo e sonoro che rende conto della complessità di un genio della musica e di un simbolo della cultura di massa.

Chi era Bowie il documentario di Brett Morgen lo dice attraverso il suo ritmo vorticoso e il suo montaggio ricchissimo: un artista eccessivo, un musicista dalle infinite risorse, un esibizionista sorprendente, un’icona impossibile da definire, al massimo dello splendore in ogni sua manifestazione.

“Bowie non può essere descritto”, ha detto Morgan a proposito del suo documentario. “Bowie può solo essere vissuto, ed è per questo che abbiamo costruito Moonage Daydream in modo tale da trasformarlo in un’esperienza da vivere”. Niente di più vero di fronte a un film che per due ore e venti minuti trascina nel mondo di un artista travolgente sul palco, sullo schermo, in uno studio televisivo e ovunque scorgesse uno spazio in cui esibirsi, trasvestirsi, raccontarsi.

Chi era Bowie?, si sente dire all’inizio del film. Un genio, un alieno? Ciò che segue ovviamente non dà risposte, o meglio ne dà tantissime, una per ogni travestimento della star, una per ogni fase della sua carriera musicale, dai primi anni ’70 fino alla fine, ai mesi prima della morte avvenuta nel 2016.

Utilizzando materiale d’archivio video e audio, concentrandosi soprattutto sulle esibizioni live restaurate per l’occasione e su 48 canzoni rimasterizzate, Morgan e i suoi collaboratori – che a partire dal 2017 hanno avuto accesso agli archivi di Bowie messi a disposizione dalla famiglia – costruiscono un flusso senza soluzione di continuità che non lascia mai la presa sullo spettatore: il mito-Bowie è calato nel tempo delle sue esibizioni, con il pubblico in visibilio ai concerti o le tv che lo intervistano con un tono tra l’ammirato e il sospettoso, ed è al tempo stesso proiettato nel passato della storia e dell’arte del ‘900 (straordinario il montaggio iniziale su “Hallo Spaceboy”, con immagini da Metropolis o Nosferatu mischiate a visioni psichedeliche) e nel futuro che la sua maschera faceva intuire, e un po’ anche temere.

È quasi impossibile rendere conto di tutta la ricchezza presente nel film: Moonage Daydream nasce dalla stessa natura poliedrica e proteiforme del suo protagonista, lasciando fin troppo da parte l’ascolto delle singole canzoni (resta nella memoria però un’esibizione acustica di “Life on Mars?”), ma dando conto dell’ampiezza del lavoro di Bowie, la sua capacità di influenzare le mode, di cogliere l’aria dei tempi (come quando a fine anni ’70 scelse la città di Berlino e la collaborazione di Brian Eno per dare una svolta alla sua carriera), di imporsi come star anche al di fuori del palco e dentro l’universo iper-medializzato degli anni ’80 e dei decenni successivi.

Bowie lavorò soprattutto nella musica e nel cinema, ma il film (che prende il titolo da una canzone del ’72 dall’album “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars”) sottolinea la sua capacità di entrare in contatto con il mondo della danza, della pittura, della scultura, della scrittura, del teatro. E colpisce, dal lato umano, sentirlo parlare con freddezza della madre e al contrario dell’affetto con cui ricorda il fratellastro maggiore, che lo introdusse a Kerouac e a Coltrane e poi morì schizofrenico in un istituto psichiatrico.

Sono tanti, forse troppi i ritratti e i frammenti che Moonage Dream dà del suo protagonista. Ma è lo stesso Bowie a capire più tutti l’essenza della sua figura, quando riferendosi a stesso e citando anche Dylan, Lennon e Mick Jagger parla delle star come di proiezioni delle illusioni della gente. Uomini, dunque, ma fatti di polvere di stelle. Stardust Ziggy.

Video & Foto

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Programmazione

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