Uscita Anticipata

LA RIVINCITA DELLE SFIGATE

Da mercoledì 21 agosto 2019

Ingresso a tariffa intera € 8,00

 

 
Amy e Molly, studentesse irreprensibili e amiche inseparabili, sono alla vigilia del diploma e di una nuova vita. Per quattro anni hanno lavorato duro e si sono guadagnate il diritto di accedere a Yale e alla Columbia. Se la prima ha deciso di passare l’estate in Botswana per aiutare le donne del luogo a fabbricare assorbenti igienici, la seconda si sogna la giudice più giovane mai nominata alla Corte Suprema. Concentrate sui loro studi e sulla loro amicizia hanno dimenticato di divertirsi. Con stupore scoprono invece che i loro compagni, che non hanno mai perso l’occasione di fare baldoria, sono stati ammessi in università altrettanto prestigiose. Decise a recuperare il tempo perso in una sola notte di eccessi, non resta che trovare l’indirizzo per raggiungere la festa più cool dell’anno.

Filmare la fine del liceo come la fine del mondo non è certo un’idea rivoluzionaria. Dei coming of age movies conosciamo bene il copione: consegna del diploma, notte sfrenata, humour regressivo, storie di cuore e amore e luna piena, gomito alzato, conato di vomito e sprizzante bagno di mezzanotte.

Nella Rivincita delle sfigate tutto segue scrupolosamente lo schema ma solo per detonare i codici della commedia liceale etero e standard e soffiare finalmente un corroborante vento di inclusione. Perché l’omosessualità pienamente assunta di Amy non è mai messa in questione e non costituisce mai uno pretesto drammatico. Non è l’orientamento sessuale a definire Amy ma piuttosto la sua amicizia con Molly, femminista impegnata che stende il patriarcato a colpi di punchlines.

Ragazze ammodo e accecate dall’ossessione di fare tutto bene, ricevono lo stesso ‘trattamento’ da un team di sceneggiatrici brillanti e avranno ciascuna la propria storia romantica. Olivia Wilde, al suo esordio, prende amabilmente in giro la condiscendenza delle sue eroine nei confronti degli irresponsabili coetanei e apre loro gli occhi sulle possibilità che spalancano gli anni verdi della vita.

Mai esageratamente sante ne dannatamente scriteriate, le protagoniste restano unite qualsiasi cosa accada. Il ‘femminismo’ nel film non è mai spinto e tantomeno sprezzante. Il movimento di emancipazione è naturale e sta tutto nell’amicizia delle due ragazze, nelle rispettive personalità, nell’esasperazione e nella tenerezza, nella complicità giocosa, nel reciproco affidarsi e nel prodigioso darsi la replica.

Olivia Wilde confeziona un film progressista senza farne per forza il cuore del racconto e soprattutto senza dimenticare di girare un film per gli adolescenti. Lucidamente radicato nella cultura, nelle aspirazioni segrete, nelle scoperte nevrosi della propria epoca, La rivincita delle sfigate evoca in numerosi momenti Suxbad – 3 menti sopra il pelo, odissea in 24 ore di tre adolescenti alla ricerca del loro primo rapporto sessuale. Ma se l’umorismo del film di Greg Mottola restava bloccato alla fase anale e i personaggi di Jonah Hill e Michael Cera finivano per corrispondere due inossidabili archetipi scolari, il ragazzone sarcastico e il gracilino lunare, quello della Wilde taglia e ricuce con totale insolenza silhouette che rivelano, a un’osservazione più profonda, una natura più complessa.

Dietro le eccentricità e le stravaganze il cool guy si rivela meno stupido del previsto, la fatalona bruna e popolare meno etero del presunto, l’erotomane figlio di papà assolutamente vergine. Nei corridoi di scuola soffia un’aria nuova, gli studenti non si dividono più in intellettuali e sportivi, popolari e perdenti ma si mescolano gli uni con gli altri imparando dalle loro differenze la maniera (migliore) di stare al mondo. Se Amy e Molly si sentono ingiustamente giudicate da chi non hanno mai provato a conoscere, scopriranno nel tempo di una notte rocambolesca che anche loro potrebbero aver giudicato frettolosamente i loro compagni.

La rivincita delle sfigate trova una (gran) parte della sua forza nell’alchimia del suo tandem, Kaitlyn Dever e Beanie Feldstein (sorella di Jonah Hill), capace di restituire spessore drammaturgico e umano a un racconto che beneficia di una scrittura pronta a condurle in una sorta di danza tra dialoghi pletorici, gag allucinate e bad trip.

Le booksmart (secchione) del titolo originale, che rimanda alle eroine colte del film, volge in ‘sfigate’ nella versione italiana. Se il titolo di un film è un indizio, quello italiano conferma l’anti-intellettualismo vigente e la misoginia nostrana. Tutt’altro che insignificanti, Amy e Molly incarnano due personaggi femminili concreti e sfumati, infinitamente lontani dai cliché dei teen movie in cui finalmente i nodi usurati si sciolgono, nuove promesse si stringono e tutto sembra trovare infine la sua misura. Perché il proprio desiderio, Amy e Molly, lo hanno saputo riconoscere subito e da sole, lo hanno stanato sui banchi di scuola, lo hanno nutrito coi libri e le dissertazioni, lo hanno ascoltato fino al più profondo e accorato appello.

La rivincita delle sfigate abbraccia con entusiasmo un’amicizia esclusiva e una salda sorellanza, allineandosi alla commedia di Paul Feig. Se Le amiche della sposa aveva stabilito che in materia di volgarità le donne non avevano più nulla da invidiare agli uomini, il film di Olivia Wilde riequilibra qualsiasi deriva e firma una variante originale di (un) genere.

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