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GEMINI MAN

Giovedì 10 ottobre, ore 21.00

Versione in lingua originale con sottotitoli in italiano
Ingresso a tariffa intera € 6,00

 


 

Henry Brogen è un killer che ha deciso di abbandonare il suo lavoro e la sua vita violenta. Una sola missione gli manca da compiere: eliminare un avversario che inspiegabilmente sembra anticipare ogni sua mossa e sfuggire a ogni attacco. Grazie al superiore Clay Varis, Brogen scopre che in realtà il suo nemico è una versione ringiovanita di sé stesso, creata 25 anni prima dai suoi stessi geni. E per eliminarlo dovrà combattere prima di tutto contro le sue paure.

«Ho ormai 50 anni e all’inizio della mia carriera non avrei mai pensato di poter un giorno vivere l’esperienza di interpretare un altro me ventitreenne…».
Will Smith
Un film lungo vent’anni, anzi di più, ventidue. Tanto ci è voluto, dal giorno in cui lo sceneggiatore Darren Lemke ebbe l’dea originale di Gemini Man, per portare a termine un progetto che prevedeva lo sviluppo da parte dipartimento effetti speciali della Disney, il Secret Lab, di una tecnica di ringiovanimento facciale del protagonista Henry Brogen.

Da allora si sono succeduti diversi sceneggiatori (oltre a Lemke, Billy Ray e David Benioff, poi autori della versione finale dello script, e in fasi precedenti Andrew Niccol, Brian Helgeland, Jonathan Hensleigh, Stephen J. Rivele e Christopher Wilkinson), almeno quattro registi sono stati coinvolti (prima di Ang Lee, l’iniziale Tony Scott, poi Curtis Hanson e Joe Carnahan) e diverse star hollywoodiane sono state interpellate per la parte principale poi finita a Will Smith: Harrison Ford, Chris O’Donnell, Mel Gibson, Jon Voight, Nicolas Cage, Clint Eastwood e Sean Connery…

La stessa The Secret Lab ha realizzato nel 2002 un cortometraggio in preparazione del film, Human Face Project, oggi visibile in rete e considerato il progenitore della tecnica di ringiovanimento usata per Il curioso caso di Benjamin Button (2007), per Captain America – Il primo Vendicatore (2011) e in tempi recenti per l’imminente The Irishman di Martin Scorsese.

Entrato in produzione nel 2016, con la produzione guidata da Jerry Bruckheimer, Gemini Man è stato affidato nel 2017 alle mani esperte di Lee, già alle prese con l’action per Hulk (2003) e con le evoluzioni della computer grafica in Vita di Pi (2012), vincitore, tra gli altri, dell’Oscar per i migliori effetti visivi, e Billy Lynn: Un giorno da eroe (2016), il primo film girato a 120 frame al secondo. Per l’occasione il regista taiwanese ha interrotto la lavorazione del suo prossimo progetto, l’atteso Thrilla in Manilla, che ricostruisce il mitico incontro di boxe tra Muhammad Ali e Joe Frazier tenutosi a Manila l’1 ottobre 1975.

Del film, che nella trama ricorda non a caso un cult degli anni 90 come Face/Off di John Woo, fanno anche parte Clive Owen, l’ambiguo capo di Broker che orchestra l’intera vicenda, ed Elizabeth Winstead, nella parte di una collega dell’agente costretto a sfidare la versione giovane di se stesso.

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