LEAN ON PETE (Original Version)

Lean On Pete

Titolo italiano: Charley Thompson
Nazione: Regno Unito
Anno: 2017
Genere: Drammatico
Durata: 121′
Regia: Andrew Haigh

Cast: Charlie Plummer, Steve Buscemi, Chloë Sevigny, Travis Fimmel, Steve Zahn, Thomas Mann, Alison Elliott

Distribuzione: Teodora Film

Giovedì 24 maggio 2018, ore 21.00
Ingresso a tariffa intera € 5,00
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Charlie è un adolescente che non ha mai conosciuto sua madre e che vive con il padre. Poco distante dalla loro nuova abitazione scopre la presenza di un maneggio ed entra in contatto con Del Montgomery, un non più giovane proprietario e allenatore di cavalli che fa correre ovunque sia possibile guadagnare qualcosa. Charlie diventa il suo aiutante e si affezione a un cavallo, Lean On Pete, veloce nella corsa ma progressivamente affetto da disturbi che spingono Del a venderlo perché venga soppresso. Charlie non può accettare passivamente questa decisione.

Talvolta le sinossi, per evitare di fare troppo spoiler, non possono rendere la complessità di un plot. Perché questa non è l’ennesima ripetizione con varianti dell’amicizia tra un giovane (abbiamo avuto anche numerose ragazze nella filmografia del sottogenere) ed un equino. Non poteva essere altrimenti con un regista sensibile e attento alle storie da cui prende ispirazione.

In questo caso si tratta del romanzo omonimo di Willy Vlautin che l’autore ha fatto precedere da questa epigrafe di John Steinbeck: “È vero che siamo deboli e malati e sgradevoli e rissosi ma se a questo si riducesse tutto ciò che siamo sempre stati saremmo già scomparsi da millenni dalla faccia della terra”. Come sappiamo Steinbeck è stato il cantore di coloro che, colpiti da catastrofi economiche e di altra natura, si rivelano capaci di rialzare la testa guardando avanti.

È questo lo spirito che ha guidato Andrew Haigh nel realizzare un film che si rifà al cinema degli anni Settanta (pensiamo ad esempio a Un uomo da marciapiede) ma che si cala nella contemporaneità. Perché il percorso che Charlie compie, con e senza Lean On Pete, è quella di tanti americani dei nostri giorni alla ricerca di un lavoro e bisognosi di un punto di riferimento affettivo. Charlie però non smette di cercare soluzioni, rischia di toccare il fondo ma lo utilizza per darsi la spinta per risalire, anche se il rischio di lasciarsi andare alla deriva è sempre in agguato. Gli spazi che attraversa (Haigh è da sempre estremamente attento alle location e qui, in modo particolare, ai suoni e ai rumori ambientali) sono abitati da persone che non sempre sono ‘brave persone’. Spesso si tratta di vite decadute che hanno imparato ad arrangiarsi e poco importa se questo implica attività non legali. Charlie le osserva ed è capace di allontanarsene e di difendersi, se è il caso, ma Haigh non le giudica. Questo non significa approvazione ma presa d’atto di un mondo in cui talvolta anche le migliori intenzioni si possono trasformare in graffi sull’anima per lenire i quali non resta che aggrapparsi a una vecchia fotografia. Charlie ne è consapevole.