FAVOLA – IL FILM

Favola: il film

Nazione: Italia
Anno: 2018
Genere: Commedia
Durata: 90′
Regia: Sebastiano Mauri

Cast: Filippo Timi, Lucia Mascino

Distribuzione: Nexo Digital

lunedì  25, martedì 26 e mercoledì 27 giugno.
Ingresso a tariffa intera € 10,00
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Nell’America patinata degli anni Cinquanta, Mrs Fairytale vive una vita apparentemente perfetta. La sua casa, il suo giardino, la sua esistenza sono predisposte come carta pentagrammata. Casalinga e consorte impeccabile, subisce la violenza del marito e si consola con un’amica fedele e altrettanto (in)felice. Ma Mrs Fairytale è molto più di questo e sotto la gonna cova un segreto. Tra lezioni di mambo e invasione aliena, Mrs Fairytale forza la gabbia dorata e fugge. Lontano dal ‘paradiso’ e più vicino all’immagine che ha di sé.

Come Lontano dal Paradiso, Favola è un manifesto estetico e nostalgico. Come Carol racconta l’amore difficile tra due donne.

Referenti possibili e dichiarati, i film di Todd Haynes e quelli di Douglas Sirk, prima di lui, costituiscono lo smalto visivo che veste il divertissement transgender di Sebastiano Mauri. Trasposizione di una pièce di Filippo Timi, scritta per le scene del Teatro Franco Parenti nel 2011, Favola fa appello alla prepotenza plastica e cromatica del melodramma americano per raccontare una forza tellurica sotto una superficie di aplomb.

E l’impianto melodrammatico è lo spazio ideale per ‘penetrare’ nei sentimenti in maniera simbolicamente consapevole. La protagonista prova a essere conforme dentro un mondo conformista, a corrispondere il desiderio del marito, la volontà della madre, le regole della società fino a quando non scopre la bellezza dell’imperfezione proprio dove non se l’aspettava. Dietro l’immagine glamour e laccata soffoca la vita. La vita vera che finisce per deflagrare la visione da sogno, eccedere l’american dream, rompere l’alienazione con un ero(t)ico coming out, affermazione gioiosa di sensi e di spirito che concilia maschile e femminile sotto la sottana di Timi. E alla sua vaporosa sottana si aggrappa lo sguardo di Sebastiano Mauri, traghettando lo spettatore in una realtà tanto più intesa quanto più trasfigurata, secondo la convenzione formale del mélo americano.

Superbamente queer, Favola è improntato a un’esplosione cromatica travolgente tesa a illustrare i personaggi e a suggerire l’ambiente sociale che comprende la vicenda. Si ride (anche) molto nella commedia di genere (sessuale) sceneggiata da Mauri e Timi e quando un film diverte a tal punto non si può che essere riconoscenti col talento e la generosità dei suoi autori. L’ironia è ingrediente antico del melodramma, perché il dolore ferisce tanto più intensamente quanto più si conosce il piacere. Lo stesso al cinema, difficile toccare un vertice senza conoscere quello opposto. Far ridere con e non anche se tutto è contro è un’arte difficile. La risata è soggettiva come il gusto e il desiderio, c’è qualcosa di indiscutibile e pulsionale nella risata che trascende la riflessione o il criterio estetico. L’ironia fissa insomma l’architettura del film, accompagnando le emozioni, rivendicando un atto di emancipazione, avvicinando i margini al centro, rivolgendo domande pesanti in maniera leggera.

Con un’ingegnosa economia di casting, Luca Santagostino gioca addirittura tre ruoli, Favola ha i suoi punti di forza nei personaggi, negli attori e nella relazione con un’autobiografia che è necessario cercare (e trovare) come in Allen o Moretti. Filippo Timi, con grande disinvoltura narrativa e altrettanta presenza scenica, prosegue il suo lavoro sul corpo, sulla maschera attoriale e l’identità di genere. Fa, avanza, occupa e abita la terra di nessuno del personaggio. Da fantasma di pietra (Vincere) a cuore che batte fino a guadagnare un’ampiezza drammatica nella prigione morale e nello splendore pastello dei Fifty. Splendore che non la rende certo meno feroce.

Minuzioso lavoro di ricostituzione, Favola è la negazione audace della psicologia tradizionale, che seduce secondo la dinamica fatalmente obbligata del melodramma. È, ancora, una sorta di identificazione mutuale di due esseri che si vivono come legati, equivalenti, come si riflettessero l’uno nell’altro, catturati dalla rifrazione di un singolare specchio inverso (bruna e bionda, iniziata e ingenua). Le canzoni accentuano la disponibilità sentimentale delle protagoniste, il vertiginoso e fatale Filippo Timi e la saffica e ardente Lucia Mascino, allacciate nel rapimento sensoriale del mambo. Favola è un coup de foudre, una deflagrazione che affranca le amanti dalla colpabilità di cui l’epoca le avrebbe macchiate. Sfogliando la favola realizziamo che a dispetto delle maschere rassicuranti di cui si nutre il moralismo, il desiderio non cede mai. Si nasconde e attende implacabile la sua ora.