ANTEPRIMA "GIRLS NIGHT OUT!" - COME TI DIVENTO BELLA! - CinemaCity Ravenna

ANTEPRIMA “GIRLS NIGHT OUT!” – COME TI DIVENTO BELLA!

Anteprima “Girls Night Out!” – Come ti divento bella!

Titolo originale: I Feel Pretty
Nazione: U.S.A.
Anno: 2018
Genere: Commedia
Durata: 110′
Regia: Abby Kohn, Marc Silverstein

Cast: Amy Schumer, Michelle Williams, Tom Hopper, Rory Scovel, Adrian Martinez, Emily Ratajkowski, Aidy Bryant, Busy Philipps, Lauren Hutton, Naomi Campbell
Produzione: Huayi Brothers Pictures, Voltage Pictures, Wonderland Sound and Vision
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 22 Agosto 2018

Lucky Red è lieta di omaggiare le prime 70 spettatrici che acquisteranno i biglietti, presso le casse di CinemaCity e per l’anteprima “Girls Night Out” del 21 agosto, con un fantastica shopper di gadget. La proiezione sarà preceduta da un cocktail di benvenuto.
Per maggiori info consulta il sito http://www.cometidiventobella.it/.

Anteprima martedì 21 agosto 2018, ore 21:00.
Ingresso a tariffa intera € 10,00

Renée è una trentenne newyorkese che lavora al sito di un’azienda di cosmetici superglamour dal sottoscala di un appartamento a Chinatown. Il suo sogno è trasferirsi presso la casa madre dell’azienda, un sontuoso grattacielo nel centro di Manhattan, ma Renée ritiene di non essere adeguata al look delle sue colleghe, tutte magre, altissime e bellissime. Lei, al contrario, ha qualche chilo di troppo e non è quello che le riviste patinate identificano come “innegabilmente bella”. Ma quando, in seguito ad un incidente in palestra, Renée vede realizzato il suo sogno di bellezza innegabile, tutte le strade improvvisamente sembrano aprirsi davanti ai suoi occhi.

È solo il suo sguardo a percepire, riflessa nello specchio, una Renée da copertina: gli altri continuano a vederla esattamente com’è.

Come ti divento bella lavora proprio sul potere deformante dello sguardo – quello degli altri su di noi, ma soprattutto il nostro su noi stessi (e in particolare noi stesse) – e fa leva su un mezzo eminentemente visivo come il cinema per pilotarci a riconoscere Renée come lei si vede, ovvero sempre più attraente. A differenza di molti altri film sulla repentina trasformazione fisica di un protagonista (come Big, cui Come ti divento bella fa esplicito riferimento), questa commedia introduce l’elemento di novità di una percezione soggettiva sufficiente ad innescare un cambiamento interiore che, agli occhi degli altri, diventa graduale miglioramento estetico.

Big non è l’unico film cui Come ti divento bella, debutto alla regia del duo di sceneggiatori che ha firmato altre commedie in cui l’aspetto fisico era un elemento importante come La verità è che non gli piaci abbastanza e Mai stata baciata, fa riferimento: sopra Renée aleggia il fantasma di Bridget Jones (interpretata, guarda caso, da Renée Zellweger) e tutta l’estetica chick lit, da Sex and the City a Il diavolo veste Prada a I Love Shopping.

Come ti divento bella è imbevuto di cultura pop concernente il look femminile da “it girl”: i riferimenti alle Kardashian e alle Hadid, i cammei dal mondo della moda (Lauren Hutton nei panni della fondatrice dell’azienda di cosmetici, Naomi Campbell in quelli di un membro del direttivo) e del web (Emily Ratajkowski, più famosa per i suoi selfie che per le sue interpretazioni cinematografiche).

La storia si dipana con una certa grazia, e la protagonista, la comedienne Amy Schumer che ha fatto dell’autoironia politically incorrect la sua cifra distintiva, cammina con allegria lungo il filo che separa il comico dal patetico. Ma ci sono almeno due problemi vistosi in questa storia. Il primo è che Schumer non è affatto la “culona inchiavabile” (per usare l’infelice espressione di un uomo politico che ha informato l’estetica della nostra televisione) che il film vorrebbe presentarci: ha un bel viso ed è solo un poco sovrappeso. Inoltre – e questo è più grave – è intelligente, sexy e competente, dunque non dovrebbe aver bisogno di un miracolo per cominciare a vedere se stessa come “brava, bionda e in grado di farcela”. Il secondo problema, direttamente collegato al primo, riguarda i venti minuti finali del film, che non possiamo rivelare ma che contraddicono tutto il discorso di empowerment femminile (e umano) fatto fino a quel momento.

Allo stesso modo di un’altra recente commedia americana, Tully, anche Come ti divento bella scansa la soluzione naturale della storia, molto più radicale nel criticare il modo in cui il costrutto sociale patriarcale informa i comportamenti e l’autostima delle donne. In questo senso sono state infinitamente più coraggiose, e utili a quelle spettatrici che vogliono smarcarsi dalla dittatura dello sguardo altrui, sia Lena Dunham con la sua esibizione dei propri difetti fisici (sanciti come tali dalla cultura mediatica) o Bridget Jones con il suo sdoganamento dei mutandoni contenitivi. Persino Amore a prima svista e La morte ti fa bella (entrambi scritti e girati da uomini, e parecchi anni fa) erano molto più sovversivi nell’affrontare l’argomento dei canonici estetici dettati da una cultura a dominazione maschile.

Invece anche Come ti divento bella fa due passi avanti e uno indietro, mettendo sul tavolo un’importante (e cinematograficamente potente) riflessione su quanto molte donne abbiano interiorizzato canoni estetici punitivi e limitanti, e poi evitando una conclusione davvero empowering per il pubblico femminile. È questa compulsione a dare un colpo al cerchio e uno alla botte, da parte di alcuni film recenti a tematica femminile, a rendere meno efficaci non solo i loro tentativi di andare incontro alle esigenze del pubblico post-Weinstein, ma anche la riuscita artistica del “prodotto filmico”.